Logo Magic Italy? Critiche ecessive al Ministro Brambilla o preludio di un altro fallimento?

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La notte fra il 7 e l’8 giugno 2009  il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, ha presentato al TG4 di Emilio Fede, “Magic Italy“, il famoso logo della discordia ideato dal presidente Silvio Berlusconi in persona, per promuovere il turismo in Italia all’estero.

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Com’è ormai noto, nell’arco di poche ore dalla presentazione, la blogosfera ha letteralmente fatto a pezzi l’immagine in questione, poichè obiettivamente il logo risultava essere brutto, antiquato ed assolutamente non in linea con i nobili intenti dell’attuale governo.  I giornali stessi stupiti della reazione negativa di massa scatenatasi nel web, hanno riportato sulle loro pagine le varie critiche rivolte a Magic Italy, che fortunatamente hanno sortito l’effetto di un repentino restyling del logo, in una versione leggermente migliorata, ma per molti ancora neanche lontanamente decente.

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Dato che l’argomento sulla rete è già stato ampiamente dibattuto con  brillanti interventi e dibattiti su molti blogs e forum, cercherò di affrontarlo da una prospettiva diversa, più insolita, ancora inesplorata.  Con un enorme sforzo cercherò infatti di immedesimarmi nella “mente” del Ministro Brambilla, la quale sono sicuro che si sarà posta almeno una delle seguenti domande dopo i molti attacchi ricevuti. Domande alle quali voglio rispondere soprattutto per esorcizzare la  sensazione di pessimismo che ho dentro, ma che sembra parecchio diffusa anche fra molti altri operatori turistici, i quali evidentemente nutrono come il sottoscritto dei forti dubbi verso le future iniziative del Governo  nell’ambito del turismo.

Sperando di interpretare il pensiero della stragrande maggioranza dei miei colleghi, fornirò al mio “immaginario” Ministro Brambilla (di seguito MVP), delle risposte che mi auguro le renderanno più chiaro lo stato d’animo di noi operatori.

MVP: “Come mai la community dei grafici, creativi, ed esperti di comunicazione italiani si è scatenata con tanta veemenza sul logo magic italy?”

Caro Ministro Brambilla, il credo politico non c’entra, una critica così unanime è dettata semplicemente dal fatto che il logo è a dir poco orrendo, anche un grafico alle prime armi sarebbe stato in grado di fare meglio. Deve capire che il nostro ardore deriva  anche dalla ferita tutt’ora aperta, causata dal portale italia.it, di cui come sicuramente  ricorda, l’Onorevole Rutelli fu il maldestro responsabile e che è costato a noi italiani circa 60 milioni di euro, soldi buttati letteralmente al vento!  Anche in quell’occasione il bruttissimo logo a forma di “cetriolo” fu il presagio di un grande fallimento. La nostra categoria ha il  fondato timore, che si possa ripetere un altro colossale spreco all’italiana, perdendo così l’ennesima occasione di rilanciare il turismo.

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Inoltre c’è da dire che per la campagna di comunicazione di Magic Italy non è stato neanche indetto un bando ufficiale, ed in questo modo sono stati completamente emarginati i migliaia di creativi di cui il nostro pease è ricco. Siamo la nazione di Leonardo, Giotto, Michelangelo, è normale che tutti si aspettassero qualcosa di meglio dal logo Magic Italy.

MVP: “E’ veramente così importante un logo per il rilancio del turismo in Italia?”

Probabilmente non è l’elemento fondamentale per la riuscita di un progetto, ma è sicuramente molto importante, e poi “mi consenta” ad ognuno il suo mestiere, il presidente Berlusconi ha moltissime doti, ma dubito che possa essere anche un grafico professionista. Inoltre basta guardare i loghi degli altri paesi nostri competitors, hanno fatto tutti sicuramente meglio di noi. Oltretutto non possiamo neanche trascurare l’aspetto economico ed etico che si cela dietro questa vicenda, poichè in molti si stanno ancora chiedendo qual’è lo studio grafico che ha realizzato il logo, in base a quali motivazioni è stato asseganto il lavoro e quanto sarà costato alle casse dello stato, una mancanza di informazioni che indispettisce quanto meno.

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MVP: “Quali altri motivi vi inducono a pensare così negativamente sul futuro di queste nostre iniziative promozionali? soprattutto quelle legate al web?”

Non siamo pessimisti a tutti i costi, ma altri errori che avete commesso di recente, indicano chiaramente, che al momento l’Italia non ha un piano a lungo termine per rilanciare il turismo. Innanzitutto la scelta del nome magic italy era errata anche in funzione della creazione del successivo sito web, poichè i domini magicitaly con varie estensioni .com .it etc… erano già acquistati e quindi non disponibili, una dimenticanza grave che dimostra la lacunosità del progetto già in fase iniziale e che infatti vi ha costretto a ritornare sul vecchio dominio italia.it.

Altro motivo riguarda la campagna di comunicazione  promossa dall’Enit, dal titolo “Italia Much More“, che ha previsto la creazione del sito internet www.italiamuchmore.com e tre spot da 15, 30 e 60 secondi realizzati per riconquistare i viaggiatori di Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Usa e Canada. Gli spot che stanno andando in onda nel prime time delle principali reti televisive estere, oltre che sul canale Youtube, sono di ottimo livello qualitativo, ma non si può dire altrettanto del sito web, che è obsoleto, di difficile consultazione, ed ancorato legato alla  semplice promozione delle mete turistiche, invece che alla vendita vera e propria dei pacchetti vacanza.

In pratica se io fossi un turista straniero che arriva sul sito italiamuchmore.com e volessi prenotare una vacanza in una delle tante destinazioni italiane, non avrei la possibilità di farlo, poichè purtroppo non è integrato un sistema di prenotazione online, che invece sui portali di altri paesi  competitors come Spagna, Francia e Grecia è presente e funzionante.

Anche dal punto di vista SEO, ovvero del posizionamento nei motori di ricerca, il sito in questione è assolutamente inadeguato. Pensiamo di essere un turista straniero che vede  lo spot in tv e ne rimane affascinato, ma che in quel momento non ha la possibilità di annotare l’indirizzo del sito web, di cui si dimentica nel giro di poche ore, egli in un momento successivo sarà quindi costretto a cercarlo su google, e lo farà inserendo le parole chiave “Italia much more”, ma per sua sfortuna nei risultati di google non troverà il sito ufficiale  italiamuchmore.com prima della quarta pagina. Per assurdo, il primo risultato che avrà di fronte ai suoi occhi riguarda invece il sito web di una società privata, che fornisce servizi di incoming in Italia, insomma un bel modo di confondere i turisti ed un pessimo modo di lavorare.

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MVP: “Pensate che il nostro Governo non stia facendo abbastanza per il turismo?”

Bisogna dire che le intenzioni dell’attuale Governo sono delle migliori, d’altronde l’affermazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di voler raddoppiare il pil dal 10% al 20% è lodevole, così come l’aver costituito il Ministero per il Turismo, ma se confrontiamo il lavoro che stanno facendo gli altri paesi Europei siamo sempre un passo indietro e siamo gli unici a non avere un piano strategico a lunga durata.

Per entrare nel dettaglio, grazie ai dati forniti dall’Associazione Italiana Professionisti e Manger del Turismo (AIPMT), La informo che la Francia per esempio sta rinnovando completamente la sua offerta turistica, ed ha stanziato ben 1.000 milioni di Euro in 2 anni per il settore della ristorazione, ma anche 1.500 milioni di Euro per modernizzare il comparto alberghiero, ed sta addirittura riducendo l’IVA nel turismo dal 20% al 5%.

Anche la Spagna in questo periodo di crisi sta investendo moltissimo nel turismo, ed oltre ad aver stanziato circa 80 milioni di Euro per investimenti promozionali, e 600 milioni per il rinnovo dell’offerta alberghiera, ha ideato una proposta molto interessante per il turismo Senior, che prevede il pagamento a carico del governo per il 50% dell’importo totale di un vacanza, per tutti i pensionati europei che sceglieranno la penisola iberica.

La Turchia sembra essere la nazione che sta lavorando meglio in questo periodo di crisi internazionale, si prevede infatti entro la fine del 2009 un incremento di presenze straniere compreso tra il 15 ed il 30 per cento. Merito degli investimenti a sostegno del turismo, delle iniziative forti come l’eliminazione delle tasse aereoportuali per i charter, e soprattutto di un piano strategico fino al 2023, che prevede l’incremento dei segmenti golf, spa, wellness e la creazione di 7 nuovi grandi poli turistici.

Stesso discorso ma senza andare nello specifico, anche per gli altri peasi Europei come Germania, Portogallo, Austria, Egitto ed Inghilterra, che stanno aumentando con decisione gli sforzi e gli investimenti nel turismo. Bisogna registrare anche la politica aggressiva di altre nazioni che mai in passato avremmo visto come nostri competitors, ma che in realtà rosicchiano anno dopo anno il numero di turisti diretti verso l’Italia, come la Croazia, il Marocco, la Tunisia e perfino la Giordania.

MVP: “Cosa consigliereste all’attuale Ministero del Turismo per elaborare un efficace piano strategico?”

1. Innanzitutto trasparenza nelle iniziative da voi svolte, le persone hanno il diritto di sapere in che modo vengono affidati i vari compiti e di chi sono le responsabilità, ma soprattutto c’è bisogno di maggiore interazione da parte vostra con gli operatori turistici e le associazioni di categoria, tramite l’organizzazione di meetings, tavole rotonde e summit sul turismo, durante i quali ascoltare le opinioni di chi in questo ambito ci vive e lavora quotidianamente e che sicuramente può dare consigli concreti al vostro staff.

2. Dobbiamo copiare i modelli esteri quando sono vincenti e portano risultati positivi. Gli altri paesi europei stanno facendo scelte corrette  e coraggiose, che dovremmo  seguire in fretta, poichè porterebbero enormi benefici anche al  turismo in Italia. Se gli altri paesi vanno in guerra con il bazooka noi non possiamo presentarci con la cerbottana, per cui o utilizziamo la stessa determinazione o perderemo in partenza.

3. Dobbiamo smetterla di pensare che siamo i più belli o i più bravi, ormai il turista bisogna andare a prenderlo a casa e non aspettare che arrivi da solo in Italia. C’è bisogno di una maggiore incisività o entro breve le altre nazioni cannibalizzerano il mercato, lasciandoci gli avanzi. Le vecchie strategie devono essere cancellate e bisogna ridisegnare un nuovo sistema turistico, puntando sulle tecnologie, diversificazione dell’offerta e maggiori servizi ai turisti. L’Italia ha le carte in regola per sbaragliare la concorrenza, ma nel passato questo sembra essere stato sempre un limite, invece che uno stimolo.

Per ora è tutto Ministro Brambilla, siamo sicuri che queste risposte le sarano utili,  e colgo l’occasione anche per farle un grande in bocca al lupo per il nuovo portale italia.it (previsto entro fine luglio a meno che non ci siano nuovi ritardi),  che mi auguro venga messo on line quando sarà veramente pronto e completo in ogni suo aspetto, onde evitare di dover rivedere i fantasmi del passato.

Lei ed il suo staff avete di fronte a voi una grande responsabilità ed una difficile sfida,  per la quale noi italiani non vogliamo e non possiamo uscire perdenti, ne vade il futuro di tantissimi posti di lavoro e l’economia di tutto il paese.

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  • Caterina Cotrea

    Quoto ogni tua singola parola, soprattutto la parte relativa agli investimenti, che anche secondo me sono veramente irrisori se confrontati con gli altri paesi europei. Scandaloso il nuovo sito italiamuchmore.com, sembra fatto negli anno 80….

  • Pingback: Presentazione del nuovo portale Italia.it |()

  • salvatore obino

    Trovo giuste le tue considerazioni.
    A me pare che questo “sistema” di comportamento trasversale, ricordiamoci il tragico flop di Rutelli col portale “Italia.it”, continui a funzionare in questo modo, sostanzialmente autoreferenziale all’interno della sfera pubblica, perche’ le associazioni di categoria degli operatori del settore sono carenti (sotto il profilo del controllo e dell’autorevolezza in termini di proposta di metodologie e progettualità alternativa) o peggio di fatto consenzienti per non disturbare il manovratore di turno.