Social Media Marketing: gli hotel dove devono investire tempo e risorse?

social media marketing per hotel

Parliamo di nuovo di social media marketing per hotel: in tanti mi chiedono se è opportuno o necessario essere presenti con il proprio albergo indistintamente su tutti i social o se magari non sia più proficuo concentrarsi solo su alcuni di questi in modo da ottimizzare tempo e risorse.

Per capire cosa è più utile per un’azienda, e in particolare per una struttura ricettiva, partiamo dall’analisi dei numeri.

Sono state diffuse molte statistiche e grafici che mostrano una crescita indiscutibile dei social network, eppure questi dati vanno ponderati in quanto il numero di profili creati non sempre va di pari passo con il numero di utenti attivi, o con i tempi medi di utilizzo giornaliero, che in alcuni casi sono di pochi minuti al giorno!

I social con più utenti attivi (per ora)

Per numero di iscritti il dominatore incontrastato, come risaputo è Facebook (845 milioni di iscritti, si prevede di raggiungere il miliardo entro agosto) ma in che modo possiamo sapere quanti utenti sono davvero attivi? La risposta è contenuta nella documentazione presentata da Facebook prima della quotazione in Borsa: gli utenti considerati attivi sono la metà, poiché facebook considera attivo chi aggiorna il proprio status o posta un commento anche tramite un sito di terze parti, almeno una volta nell’arco di un mese.

Nel video che ho postato c’è una panoramica globale sui principali social media nel 2011. Occhio però a non prendere per oro colato tutto ciò che è segnalato nel video: anche se nel mondo ci sono più utenti Facebook che automobili (secondo il video queste sono 750 milioni), sappiamo però che una grossa parte di questi sono account dormienti.

E’ anche interessante sapere, che sui social sono statisticamente più attive le donne degli uomini (55% contro il 45%), che il 10% del traffico dati generato dai device iPhone è rappresentato da Facebook, o che ogni giorno su Twitter vengono inviati 150 milioni di tweet.

Da sottolineare i numeri impressionanti registrati da Youtube, divenuto il terzo sito più visitato al mondo (dopo facebook e google), con 490 milioni di accessi unici mensili e ben 92 miliardi di page views. A mio avviso questo social è usato troppo poco e male, un vero peccato perchè il potenziale di Youtube è veramente incredibile.

Il boom di Twitter è reale o gonfiato?

Confrontando i dati di due ricerche (Semiocast, che ha analizzato gli account Twitter per nazionalità, e Business Insider che ha diffuso le statistiche sugli account che hanno almeno un follower) emerge una disparità impressionate sul numero di iscritti a Twitter e su quanti di questi sono attivi: nel 2011 erano 175 milioni gli iscritti complessivi ma 56 di questi non seguivano alcun account e più di 90 milioni avevano zero follower!

Anche in Italia Twitter si sta diffondendo sempre di più, ci sono 4,1 milioni totali di utenti registrati, di cui però solo 1,97 milioni attivi. Questo significa che oltre il 50% degli account twitter non è utilizzato, e a questo dato bisogna poi aggiungere i moltissimi account fake. Inoltre va sottolineato che su Twitter appena il 5% degli utenti genera il 75% delle attività (tweet e retweet), mentre il resto degli utenti è più che altro uno spettatore passivo.

Google Plus, temibile rivale o ennesimo flop?

Anche nel caso di Google Plus, il social di Big G, le dichiarazioni ufficiali vanno interpretate perché i 90 milioni di utenti di G+ dichiarati da Larry Page non corrispondono ad altrettante interazioni. Sempre secondo Page il 60% di questi utenti è attivo giornalmente, ma è una percentuale riferita a tutti i servizi Google, infatti adesso chi crea un account Google è iscritto automaticamente a Youtube, G+, Gmail ecc. e non occorre fare registrazioni separate.

Ma è il tempo trascorso la chiave per comprendere il “peso” effettivo di un social network nelle abitudini degli utenti: secondo una ricerca ComScore pubblicata dal Wall Street Journal, in un mese gli utenti hanno speso solo 3,3 minuti in media su G+, meno che su Myspace (8 minuti)!

Dall’immagine di seguito si evince con chiarezza che il vincitore sul fronte dell’utilizzo è ancora Facebook, con quasi sette ore di permanenza mensile per singolo utente, seguito da Tumblr e Pinterest a pari merito con 89 minuti, e Twitter con 21 minuti. Google plus è il fanalino di coda, un dato che dimostra nuovamente come Google in ambito social non abbia ancora capito come coinvolgere veramente gli utenti.

Foursquare, il geo-social preferito dalle aziende

Di geolocalizzazione e di Foursquare ho parlato in più occasioni (vedi il recente articolo “Foursquare per hotel: come e perchè utilizzarlo in ambito turistico“) ma in questo caso è utile citarlo non come social a sé stante, bensì come alleato in una strategia integrata, ovvero affiancato agli altri social maggiori per promuovere servizi e attività legate al territorio.

D’altronde se paragonato agli altri social, foursquare è ben poca cosa, a dicembre scorso infatti sono stati raggiunti i 10 milioni di utenti nel mondo, ma quelli attivi pare siano meno della metà. A rendere meglio l’idea della diffusione a livello globale è stata pubblicata questa bella infografica animata.

Di foursquare ne ha parlato di recente anche Il Sole 24 Ore, affermando che il tasso di crescita delle brand pages in Italia è cresciuto del 302%, e questo dato include sia i grandi marchi che le micro-imprese.

Io credo molto in fourquare, ed è probabile che la diffusione di questo social network crescerà ulteriormente grazie all’utilizzo massivo di dispositivi mobile, ma oggettivamente i numeri ad oggi sono veramente bassissimi, motivo che spiegherebbe come mai in Italia ci siano così poche aziende ad aver investito su questo social.

Linkedin, il social business network

In questa panoramica sui social non dobbiamo dimenticarci di Linkedin, social dedicato all’ambito professionale che ha raggiunto i 150 milioni di utenti con aumento dei ricavi del 115%, derivante principalmente dagli annunci di lavoro e dal recruitment advertising.

I dati che possono interessare le strutture alberghiere che si affacciano su Linkedin riguardano l’altissima presenza di brand e aziende di ogni tipo, e l’età media degli utenti (le fasce più rappresentate sono quella dai 25 ai 34 e dai 35 ai 54, entrambe al 36% degli iscritti), un target da non sottovalutare in ottica business, soprattutto se avete un hotel che offre anche sale meeting.

Pinterest, il social del momento

Ne hanno parlato tutti e rappresenta l’ultima moda nei social: Pinterest, piattaforma per raccogliere e condividere immagini di qualunque tipo “appuntate” (questo il significato del termine Pin) su una bacheca.

Gli utenti attivi sono 17,8 milioni, di cui il 58% donne, ma il boom è avvenuto negli ultimi mesi, grazie anche al passaparola di vip e politici negli Usa.

Infatti persino l’esercito americano ha diffuso un regolamento per imparare a usare questo social, e Ann Romney, moglie del candidato repubblicano alle presidenziali, lo ha usato per diffondere le foto di famiglia.

Gli hotel possono utilizzare questa piattaforma per promuoversi con foto della propria struttura, della destinazione turistica in cui è ubicata, dei servizi offerti, etc, inserendo in ogni immagine un link al sito ufficiale.

Resta da capire quale sarà l’evoluzione di Pinterest e se rimarrà un social dedicato solo ed esclusivamente alle immagini o tenterà di andare oltre.

Considerazioni

Ok, ora che sappiamo qual’è lo stato attuale dei social network a livello globale, se io fossi un albergatore e ipoteticamente avessi a disposizione poco tempo e un budget limitato, mi porrei il seguente quesito: quale dovrebbe essere la migliore strategia di social media marketing per il mio hotel?

Basandomi anche sull’esperienza maturata in questo ambito con diversi progetti, penso che una corretta presenza social debba essere composta da questo mix: facebook, twitter, foursquare, youtube e google plus.

Facebook e twitter sono due scelte irrinunciabili, i motivi per cui vadano utilizzati sono ormai noti anche ai sassi. Foursquare invece è la scelta obbligata in ambito geo social, così come Youtube sul versante video. Infine nonostante Google + sul fronte interazione sia ancora una delusione, credo che la sua importanza in ottica SEO sia indiscussa, soprattutto per quegli hotel che hanno un blog, o che comunque hanno la capacità di produrre contenuti con una certa regolarità.

Non dimentichiamo infatti che i social network possono essere utilissimi anche per migliorare il posizionamento organico sui motori di ricerca, come ho scritto recentemente in questo post sull’importanza dei social signals per la SEO.

E voi come la pensate in proposito? Qual’è la vostra presenza social?

Se vuoi maggiori informazioni su come utilizzare Facebook per promuovere il tuo hotel, leggi la mia presentazione tenuta al corso Revenue Management 2.0

Fonti statistiche:

Twitter: www.businessinsider.com

Twitter: http://semiocast.com

Utenti Facebook attivi: http://hightech.blogosfere.it/

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2 Comments

  • Ciao Enrico, certo che c’è da diventar matti con questi social network, sinceramente il tempo di far tutto non basta più a un piccolo albergatore, motivo per cui condivido il tuo approccio di scegliere razionalmente solo i social migliori su cui poter dedicare il tempo necessario.

  • E’ vero, l’albergatore 2.0 oggi deve farsi veramente un gran mazzo per stare dietro a tutto, ma i social sono determinanti, e quindi vanno presidiati e utilizzati costantemente.

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