Google Maps e le OTA: i vantaggi per gli hotel presenti nelle OTA

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Abbiamo trattato in diverse occasioni le ragioni che giustificano la presenza di un hotel sulle Online Travel Agency, stavolta ci occupiamo di alcuni aspetti in particolare, soprattutto in seguito alla pubblicazione di un’importante statistica in merito.

Perché conviene essere nelle OTA

Andiamo con ordine: in che modo essere inseriti su un portale OTA influenza la visibilità sui motori di ricerca? E’ realmente possibile ottenere più prenotazioni e visite dirette sul proprio sito?

A chiarirci un pò le idee interviene un report realizzato dalla prestigiosa Cornell University che ha rilevato come “su 9 prenotazioni effettuate sul sito di un hotel, 3 sono influenzate direttamente dall’essere presente su una OTA”: si tratta del già noto Billboard Effect, ma con qualche aggiunta molto interessante.

Questa ricerca curata dal professor Chris K. Anderson, evidenzia che i costi d’intermediazione dalle varie OTA vanno in realtà calcolati e ridimensionati tenendo conto anche di una buona percentuale di prenotazioni dirette generate appunto grazie all’effetto billboard. A fronte di ciò possiamo considerare le commissioni riconosciute alle OTA come un vero e proprio investimento nel marketing, che porta grossi benefici soprattutto per la brand awareness.

Anderson sostiene inoltre che il 75% degli utenti che prenotano sul sito ufficiale di un hotel hanno in precedenza visitato un portale OTA, mentre l’83% ha fatto una ricerca sui motori di ricerca.

Anche i tempi di permanenza sono interessanti: ogni utente in media effettua 12 visite a un portale OTA, con 7,5 pagine per visita, e passa oltre cinque minuti su ogni pagina prima di prenotare. Questo dimostra che il potenziale turista vuole essere sicuro della propria scelta e consultare più fonti possibili prima di decidere.

Google Maps e l’influenza delle OTA

La geolocalizzazione gioca un ruolo decisivo nella visibilità di un hotel. Pensiamo a Google: se facciamo una ricerca locale, tipo hotel roma nei primi risultati della serp compaiono le mappe contenenti le schede di alcuni hotel. Alcune statistiche in ambito SEO affermano che oltre il 65% degli utenti clicca su tali risultati locali per cui è facile capire quanto sia importante avere una scheda ottimizzata su google maps.

Da qualche tempo c’è di più, su Google Maps, nel caso di una ricerca “hotel + destinazione”, nei risultati forniti accanto al nome dell’hotel appare anche una tariffa (vedi immagine di seguito).

Google ricerca in rete se un dato albergo è presente nelle OTA e calcola un costo medio per notte comprensivo di tasse e commissioni per una stanza doppia.

L’utente, senza uscire da Google Maps, può ricercare la disponibilità di un hotel impostando data di arrivo e di partenza, visualizzare l’elenco dei risultati, scegliere l’offerta più vantaggiosa e cliccando essere indirizzato sul portale OTA in questione. In pratica google maps ha integrato al suo interno le stesse funzioni di un comparatore di prezzo come Trivago per capirci.

L’elenco comprende anche un link diretto al sito dell’hotel, che però viene messo in ultima posizione con la dicitura “sito proprietario“. Tale ordinamento mi fa pensare che google percepisca una percentuale sulle prenotazioni andate a buon fine, generate da un link nelle loro mappe.

Se si sceglie di essere inseriti su più di una OTA è dunque utile tenere conto del parity rate; se le tariffe sono troppo diverse fra un portale e l’altro questo può indurre sospetti nell’utente, al contrario se le tariffe sono simili ci guadagna l’albergatore in trasparenza e credibilità.

Da dove prende questi dati Google? Semplice: dai portali OTA più diffusi (Booking, Venere, Hotels.com, Expedia, HRS, etc). Sono favoriti inoltre come posizionamento quegli hotel che sono presenti su più portali OTA e che in più hanno molte recensioni realizzate dagli utenti.

Questa è una conferma ulteriore delle mutazioni in atto sui motori di ricerca, il parere degli utenti ha sempre più peso ai fini del posizionamento, quindi è il caso di lavorare sulla reputation a 360 gradi, gestendo al meglio i profili social del proprio hotel, la presenza strategica su una o più OTA, e chiaramente anche i portali UGC come Tripadvisor e simili.

I vantaggi, in sintesi

Ogni albergatore intelligente desidera promuovere al meglio la propria struttura, perciò investe nel marketing e nell’ottimizzazione del sito ufficiale.

Tutto questo in alcuni casi può non essere sufficiente, soprattutto se si ha un albergo di medie o grandi dimensioni, per cui ora che sappiamo con certezza quali fonti influenzano la visibilità e attirano nuovi utenti, vi consiglio nuovamente di tenere in considerazione le OTA come fonte di prenotazioni dirette ed indirette.

Da non trascurare neanche l’aspetto reputation, soprattutto per gli albergatori che si lamentano delle recensioni false su tripadvisor e simili. Un hotel con una reputazione pessima causata da recensioni diffamatorie, può riportare in positivo la situazione utilizzando le OTA, che come risaputo consentono la pubblicazione di recensioni solo ad utenti che hanno effettivamente soggiornato in albergo .

Insomma: la diversificazione e la contaminazione delle fonti di traffico e visibilità sono la chiave vincente del web 2.0.

Più sono i canali usati per intercettare ed interagire con gli utenti, maggiori saranno le probabilità di essere conosciuti e apprezzati.

– Link alla ricerca della Cornell University

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